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Il metodo di zenobia

Il metodo di lavoro che ZENOBIA mette in atto si basa sulla costruzione di fiducia tra gli attori sociali, sulla valorizzazione delle partnership, sulla partecipazione responsabile dei vari attori e dei committenti. La “metodologia” (il come si fanno le cose) diventa la frontiera essenziale dell’innovazione sociale. L’intervento consulenziale, in questo senso, non si sostituisce alle competenze e alle responsabilità degli attori sociali, ma si colloca dentro le realtà, per attivare e promuovere in esse le risorse per il cambiamento sociale.

I principi metodologici di riferimento sono i seguenti:

  • Una visione sistemica: in ogni intervento ci basiamo su una valutazione condivisa con la committenza dei bisogni e della situazione nel suo insieme, da cui nasce una progettazione comune degli obiettivi, delle azioni, dei metodi di lavoro; ogni intervento nasce dall’ascolto delle persone che vivono nelle organizzazioni, nelle imprese, nei gruppi e si sviluppa cercando soluzioni adattabili al contesto.

  • La cura dei processi sociali: il nostro intervento consulenziale si colloca dentro i processi delle organizzazioni e opera per il loro possibile cambiamento; non lavoriamo per una prestazione o per un prodotto da confezionare, ma per creare processi che sappiano durare nel tempo e produrre i risultati auspicati. La cura e la manutenzione dei processi sociali (interazione, consenso, conflitto) sono gli aspetti chiave per dare continuità agli apprendimenti e alle innovazioni nelle organizzazioni.

  • Il rispetto dei ruoli: il nostro intervento consulenziale non si sostituisce alle competenze e alle responsabilità degli attori sociali all’interno delle organizzazioni, ma opera nel pieno riconoscimento delle specifiche autonomie e responsabilità, nella consapevolezza che il cambiamento è possibile a partire da una piena assunzione del proprio ruolo.

  • Una azione riflessiva: il nostro intervento consulenziale si pone in un ottica “riflessiva”, ovvero quella di fare riflettere sulla realtà, sulla propria condizione, sulle pratiche e sulle esperienze accumulate dentro all’organizzazione, al fine di generare una conoscenza capace di produrre innovazione stabile; le buone prassi da sole non bastano perché rischiano di creare abitudine e illusione, serve anche un metodo riflessivo che permetta di interrogarsi sul proprio agire. 

  • Un tempo limitato:il nostro intervento consulenziale si svolge in tempi definiti e mira alla promozione delle competenze negli attori coinvolti, così che essi possano fare meglio il proprio lavoro e proseguire il processo di innovazione in modo autonomo; vogliamo evitare di creare situazioni di dipendenza cronica dalla consulenza esterna.

  • La valutazione: condizione essenziale per innovare i sistemi e le organizzazioni è la capacità di valutazione; la valutazione a cui pensiamo non è un sistema standardizzato, ma un processo empirico e plurale che si realizza nella convergenza di interessi, aspettative e visioni parziali, nel tentativo di riconoscere un possibile significato comune e di produrre un apprendimento organizzativo. In questo senso, la valutazione è un processo che può aiutare a vedere i problemi e comprendere i possibili percorsi per affrontarli in modo positivo.